Addio a J.D. Salinger, l'autore del Giovane Holden Aveva 91 anni. Si è spento nella sua casa del New Hampshire Dal 1963 non aveva pubblicato più nulla
NEW YORK (28 gennaio) - J. D. Salinger, l'autore del Giovane Holden, è morto a 91 anni per cause naturali nella sua casa di Cornish, New Hampshire. A dare l'annuncio il figlio. Salinger iniziò a pubblicare racconti sul The New Yorker, poi nel '51 l'uscita di The Catcher in the Rye, Il giovane Holden.
Salinger raccontò spesso che il romanzo era una specie di autobiografia, spiegando che la sua adolescenza fu molto simile a quella del ragazzo del libro, Holden Caulfield. «E' stato un grande sollievo parlarne alla gente» disse.
Dal 1965 aveva smesso di scrivere. Dal 1980 non dava interviste. Nato (il 1 gennaio 1919) e cresciuto a Manhattan, lo scrittore si era trasferito a Cornish nel New Hampshire riducendo progressivamente i contatti. Lo scrittore da allora ha rilasciato pochissime interviste. Non ha mai effettuato apparizioni pubbliche, né pubblicato nulla di nuovo dal 1965, anno in cui apparve sul The New Yorker un ultimo racconto.
Il Giovane Holden sconvolse il corso della letteratura americana liberando la mano a discepoli geniali come Dom DeLillo e Thomas Pynchon. Il suo protagonista, Holden Caulfield, divenne il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso in cerca della verità e dell'innocenza al di fuori dell'artificiale mondo degli adulti. Tra gli altri libri di Salinger, Nove Storie, Alzate l'Architrave Carpentieri, Franny e Zooey.
A suo tempo fece persino scandalo, per il punto di vista contestatario, per il linguaggio disinibito, per come affrontava temi quali la religione e il rapporto con i genitori.
Holden è un classico e negli Usa lo si legge a scuola, da quando lo riscoprì ed esaltò la generazione bruciata del rock, che vi vide una sorta di fratello ideale di James Dean, un anticipatore delle insofferenze del '68. Così si è conquistato un posto nell'immaginario di tanti giovani, diventando emblematico. Salinger racconta della ribellione e dell'impossibilità a essere adulti, come ha fatto tanta letteratura americana da Tom Sawyer di Mark Twain a Mr. Vertigo di Paul Auster, quasi fosse il paese a non poter diventare adulto, orfano e lacerato tra la libertà personale e la necessità di una comunità di appartenenza.
La traduzione della Motti. In Italia uscì una prima volta nel 1952 col titolo Vita da uomo, la sua fortuna è legata all'edizione Einaudi del 1961 e, soprattutto, alla felicissima traduzione di Adriana Motti, che seppe rendere il college slang originale con assoluta colloquiale vivacità e immediatezza di modi di dire, trovando tante diverse espressioni per il continuo intercalare «and all» del protagonista, da «e compagnia bella» a «e quel che segue» o «e tutto quanto».
Una rabbia forse oggi datata, ma che è quella di Salinger stesso, che rifiuta contatti e non pubblica più nulla, vivendo asserragliato nella piccola cittadina di Cornish nel New Hampshire, dove comunque gli arrivano gli echi di critiche e attacchi, come le recenti, acide memorie di sua figlia o quelle di una ex amante, cui fa rispondere al suo avvocato.
Jerome David Salinger era nato a New York, a Manhattan, da un commerciante di carni ebreo di origini polacche. Finito il College in America, abbandonò tutto imbarcandosi su una nave da crociera e solo più vanti accettò di entrare nell'impresa del padre, che lo mandò alla filiale di Vienna della società, da dove fuggì giusto un mese prima dell'anschluss nazista. Tornato in patria frequentò il corso di scrittura della Columbia, dove il suo insegnante gli pubblicò il primo racconto nel 1940. Era il periodo in cui si dimostrava entusiasta del buddismo Zen e aveva una relazione con Oona ÒNeill, figlia del celebre drammaturgo, che lo lasciò quando si innamorò di Charlie Chaplin.
Dal 1942 prese parte alla guerra in Europa, presente allo sbarco in Normandia e alla battaglia delle Ardenne, quindi assegnato al controspionaggio, col quale fu tra i primi a entrare nei lager tedeschi. «È impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva», la figlia ricorda di avergli sentito dire.
Anche in guerra non smise mai di scrivere e, al ritorno, quando mandò al New Yorker Una perfetta giornata per i pescibanana, ebbe un contratto di prelazione per tutti i suoi futuri lavori. Prima di partire soldato aveva scritto un racconto con protagonista Holden Caulfield e diceva che era una figura che avrebbe meritato un romanzo, come poi accadde.
Dopo la pubblicazione di Nove raccontI nel 1953, lo scrittore cominciò a ritirarsi dalla vita pubblica e a difendere la propria privacy, sino a raggiungere una sorta di isolamento totale. Si sa che si sposò nel 1955 con una studentessa, Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt, e dalla quale fu lasciato nel 1966. Pubblicò ancora nel 1961 Franny e Zoooey e nel '63 Alzate l'architrave, carpentierI. All'inizio degli anni Settanta ebbe un'amante, che, finita la relazione, disse che Salinger scriveva regolarmente e aveva completato almeno altri due romanzi. Pare metta un segno rosso sui manoscritti che si potranno pubblicare così come sono e uno blu su quelli da revisionare. C'e chi proclamò di avergli sentito dire di avere completato «un romanzo romantico, ambientato negli anni della guerra». Nel 1997 fu annunciata l'uscita di un suo vecchio, breve racconto mai edito in volume, Hapworth 16, 1924, più volte rimandata e poi sospesa.
Negli anni Ottanta, per impedire la pubblicazione di una sua biografia non autorizzata, Salinger fu costretto a recarsi in tribunale. A domanda del giudice rispose: «mi occupo di narrativa, non saprei come meglio definire il mio lavoro. Seguo i miei personaggi nella loro naturale evoluzione. È quello il mio punto di partenza».
Io ho una sorta di venerazione per questo libro, per questo personaggio. Salinger ha avuto il pregio di fare di Holden una persona "vera"..oltre le pagine di un libro. E' il mio libro feticcio da quando ero ragazzina, lo è stato per molti, persino per l'assassino di Lennon a cui fu ritrovata l'ennesima copia in tasca il giorno dell'omicidio, quando lo scoprii mi turbò molto, ma la forza di quel personaggio prevaricava e prevarica le sfaccettature dell'animo umano. Lessi anche il resto della sua produzione che era comunque buona. Ciao Salinger..
Io ti ricordo così..c'eri da sempre..e sempre bene. Quella magia Motown non era musica..era anima vera..e con quella crescendo salvasti lo scempio della disco dallo sfacelo spargendo passi lunari e voce sempre bambina..Ciao, mancherai.
Una serata mozzafiato Il duetto di Renato e Giuliano su Cercami è stato da antologia..e rinverdito da questo fraseggio sensuale tra i due.. Giuliano è ammaliante..
Pino Daniele che ha fatto questi brani trascinanti..suonando divinamente la chitarra come tutto il suo gruppo con un Podio scatenato alle tastiere..e già bastava..
Luca Barbarossa e la sua Roma spogliata
Minghi con le Serenelle e i "trottolini amorosi"
Zarrillo con i suoi 5 giorni
Mario Biondi che è una magia dal vivo
Morandi che ha cantato, tra le altre, con la sua sola chitarretta C'era un ragazzo che come me ..cantata proprio da tutto il pubblico..emozionante
Baglioni, che dirne bravissimo è sminuirlo..è stato proprio grande,
Dalla ...oh Lucio Dalla che ha fatto una Anna e Marco con la Mannoia esemplare
Mannoia che ogni cosa che canta la rende magica e penso a Sally e La storia..con una attenzione particolare del pubblico
Fossati che era meno di facile presa ma quando ha cantato con la Mannoia e Baglioni "Mio fratello che guardi il mondo" che spettacolo ..
Venditti che con Notte prima degli esami ci siamo commossi tutti
per non parlare di Morricone con Deborah's theme di Once upon time in the west ...e Piovani con il tema de "Il marchese del grillo" e "La vita è bella" con l'orchestra a ricordarci che in Italia non ci sono solo le finte "starlet" che poi diventano ministre ma una eccellenza della cultura che va a vincere gli Oscar e rimane nella storia..
e la magia dei 90 anni passati di Trovajoli che fanno da cornice a questa "Roma nun fa la stupida" cantata da De Sica-Ferilli-Renato
e D'alessio che duetta su "Tu si na cosa grande" con il nostro riabilitandosi.. e Renato che è uno scatenato padrone del palcoscenico e della sua ugola, con questi riferimenti jazzati in maniera calda dai tasti di Mark Harris a rinnovare pure i fasti di Triangoli e Favole di là dall'appassire.. e il violino di Mauro Pagani che mitiga i virtuosismi della voce di Giuliano Sangiorgi..
e l'assoluto carisma delle due voci di Renato e Gino Paoli su pagine di musica immortali.. Peccato per la gente non numerosissima..
insomma... una overdose di musica di livello a tratti popolare, ma nel senso buono di cultura di tutti, e di un valore assoluto che non bisognava lasciar cadere senza assorbirne ogni nota..
Io me le sono messe tutte in tasca..per i momenti di buio..
È piovuto il caldo Ha squarciato il cielo Dicono sia colpa di un'estate [come non mai Piove e intanto penso Ha quest'acqua un senso Parla di un rumore Prima del silenzio e poL .. È un inverno che va via da noi Allora come spieghi Questa maledetta nostalgia Di tremare come foglie e poi Di cadere al tappeto? D'estate muoio un po' Aspetto che ritorni !'illusione Di un'estate che non so ... Quando arriva e quando parte, Se riparte? È arrivato il tempo Di lasciare spazio A chi dice che di spazio E tempo non ne ho dato mai Seguo il sesto senso Della pioggia il vento Che mi porti dritta Dritta a te Che freddo sentirai È un inverno che è già via da noi Allora come spieghi Questa maledetta nostalgia? Di tremare come foglie e poi Di cadere al tappeto? D'estate muoio un po' Aspetto che ritorni l'illusione Di un'estate che non so ... Quando arriva e quando parte, Se riparte? È un inverno che è già via da noi Allora come spieghi Questa maledetta nostalgia? Di tremare come foglie e poi Di cadere al tappeto D'estate muoio un po' Aspetto che ritorni l'illusion Di un'estate che non so ... Quando arriva e quando parte, Se riparte? È arrivato il tempo Di lasciare spazio A chi dice che di tempo E spazio non ne ho Dato mai
4 o 5 libri iniziati ..
Zia Mame - Patrick Dennis
Un altro mondo - Carla Vangelista
La collina dei conigli - Richard Adams
Favole dei bambini e dei loro orchi - Massimiliano Fraassi
Dylan Dog, Julia e Rolling Stone del mese
Vanity fair della settimana
Ho visto:
Hachiko
Io loro e lara
Moon
A Xmas Caro
Dorian Gray
Zerotour 2009 14 e 17 11 09 + 22 12 09
Sto ascoltando:
Sting - Bocelli
Opeth - Tenco
De Andrè - musica vintage
e ovviamente Renato in salsa varia
Vorrei tanto:
Con la consapevolezza della mia utopia, tanta serenità pace per tutti.
Frase:
Che ne sai di questo Jolly
che sorride alla fortuna anche per te..Renato Fiacchini